LA STRAGE

 

Il 2 agosto 1980, alle ore 10,25, una bomba esplose nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.
Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo soccorsidelle strutture sovrastanti le sale d'aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell'azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina. L'esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.
Il soffio arroventato prodotto da una miscela di tritolo e T4 tranciò i destini di persone provenienti da 50 città diverse italiane e straniere.

Il bilancio finale fu di 85 morti e 200 feriti.
La violenza colpì alla cieca cancellando a casaccio vite, sogni, speranze.


(cit. www.stragi.it)

Staffetta podististica non competitiva "INSIEME PER NON DIMENTICARE IL 2 AGOSTO 1980" Brennero - Bologna

La prima staffetta in memoria delle 85 vittime della strage di Bologna è partita nel 1981 da Sesto Fiorentino per il primo anniversario della strage. Da allora in tutta Italia si sono sviluppati diversi rami che ogni anno raggiungono Bologna il 2 agosto. Nel 1986 è partita la prima staffetta dal Trentino Alto Adige. Nei primi anni si partiva da Avio, poi ci si è spostati a Rovereto. Nel 2006 la staffetta è partita per la prima volta dall'Alto Adige, e nello specifico da Piazza Duomo di Bressanone. Infine dal 2011 la staffetta parte dal ceppo del confine di Stato al Passo del Brennero.

 

OBIETTIVO: ricordare e commemorare le vittime della strage di Bologna e tutte le vittime del terrorismo in Italia. Sensibilizzare e informare i cittadini, soprattutto i giovani della storia delle stragi in Italia.

 

CHI PUò PARTECIPARE: TUTTI! Tutti coloro che con la semplice presenza desiderano dimostrare solidarietà alle vittime, ai loro famigliari e ai sopravissuti agli atti terrorstici in Italia e che non desidera il ripertsi di tali vicende tragiche, ingiuste e drammatiche e che il terrorismo prevalga sulla gente. Ognuno è libero di scegliere in che modo partecipare: di corsa, in bici, camminando o semplicemente come spettatore.

 TESTIMONIANZA DI UN PARTECIPANTE SEMPRE PRESENTE

 

 

Ricordo vagamente quel giorno dell'anno 2007, quando il mio miglior amico Mario Falchi mi disse, che stavano cercando podisti per coprire una tratta di una staffetta commemorativa della strage di Bologna. Per la prima volta, infatti, volevano farla partire da Bressanone per “allungare” a questa maniera di due giorni la staffetta che già dal 1986 partiva da Avio per arrivare a Bologna.

L'organizzazione era in mano a Sonia Zanotti, vittima sopravvissuta della strage. Conoscevo già la
famiglia Zanotti, ma semplicemente per motivi strettamente professionali, essendo fra l'altro responsabile dell'ufficio licenze del Comune di Ortisei e pertanto in contatto con il settore degli
autonoleggiatori con conducente. Inoltre, il Signor Giancarlo – papà di Sonia – era consigliere comunale negli anni 1990 fino 2000 e fra l'altro giusto quando iniziai il mio lavoro presso l'amministrazione comunale (nel 1993 per la precisione).

Non esitai a confermare la mia partecipazione, ma per una semplice motivazione totalmente egoista. Infatti, mi stavo allenando per partecipare per la nona volta alla maratona di Berlino e proprio
quell'anno avevamo deciso di parteciparvi con un gran numero di podisti della Val Gardena. La staffetta, pertanto, era un'ottima occasione per un allenamento “lungo”, cioè di durata superiore alle due ore. La strage di Bologna era una cosa astratta. Personalmente riuscivo solo a collegarla
con una locandina che ogni anno il Signor Giancarlo mi portava in ufficio affinché fosse pubblicata sulla bacheca delle affissioni pubbliche.

Qualche giorno prima della mia prima partecipazione comunque ho cercato di informarmi su quanto accaduto. Non fu difficile trovare informazioni.

Gli articoli di cronaca o di enciclopedia già per il loro stile sobrio non riuscirono a svegliare emozioni. Ora ero un cittadino informato sui fatti, che desiderava correre.

Lunedì, 30 luglio 2007 mi recai dunque con i miei amici in Piazza Duomo a Bressanone.

L'accoglienza fu calorosa, la giornata splendida, l'organizzazione nervosa e nell'aria si percepiva delle sensazioni diverse da una corsa, ossia, di qualcosa molto di più che un semplice allenamento. I discorsi di rito contribuirono ulteriormente a svegliare prime emozioni, poi fu data la partenza. Corsi attraverso la città. Applausi spontanei e qualche faccia incredula. In città comunque molti passanti avranno pensato a qualche competizione podistica. Avevo deciso di correre la tratta dalla cittadina di Chiusa fino a Bolzano, stimati 30 km; quindi, all'uscita di Bressanone, sali sul pulmino e iniziai a parlare della strage con il Signor Giancarlo. Non raccontò molto, comunque da quel momento, in me è scattata una molla: pietrificato, commosso e allo stesso momento disgustato ho deciso di voler assolutamente sapere di più su quanto accaduto. Ho capito, che non era una manifestazione podistica. Era un atto di solidarietà. Solidarietà per tutti coloro che non potevano correre più.

A Chiusa i Carabinieri in congedo avevano preparato un accoglienza particolare: un ristoro per i podisti ed i loro accompagnatori talmente ricco, che c'era il rischio di abbuffarsi troppo. Ahimè a chi doveva continuare magari con una pancia piena. Con molti pensieri nella mia testa iniziai a correre. La corsa, questo magnifico sport, che riesce a liberati la testa mentre la fatica aumenta, che riesce a farti trovare nuovi amici, tutti uniti da questa passione, tutti qui per una ragione ben precisa, tutti diversi eppure tutti uguali. Trovi chi come Mario non fa fatica, trovi chi di fatica ne fa tanta. Trovi l'obeso e la gazzella, l'adolescente e la persona matura. Macinando chilometro per chilometro,
eravamo diventati un gruppo. Non interessa se sei orafo o policromatore, impiegato della pubblica amministrazione oppure commesso. Sei qui per correre al posto di chi non corre più ed ogni anno non vedi l'ora di ritrovare Stefano, Marco, Thomas e tutti gli altri che forse non avresti mai conosciuto, se non avessi aderito a questa manifestazione. In maniera particolare comunque vorrei evidenziare l'amicizia ed il rispetto che posso vivere proprio grazie alla partecipazione alla
staffetta con il fratello di Sonia Stefano.

Mi sia consentito di citare un altro momento della staffetta, che ha decisamente contribuito ad accendere il mio desiderio di confrontarmi con quanto accaduto il 2 agosto 1980. Può sembrare del tutto improprio, ma per il mio modo di pensare il fatto ha creato una reazione per la quale sono grato. Durante la corsa lungo la strada statale del Brennero, la maggioranza degli automobilisti non reagisce alla veduta dei podisti.

Pochi sono gli applausi, c'è chi scuote il capo e ci sono quella minima parte di automobilisti, che si lasciano andare ad un insulto, dato che vengono rallentati nel loro viaggio. Ed ora arriva il fatto: durante la prima edizione della staffetta con partenza da Bressanone, un automobilista non poté fare a meno di urlare ad alta voce “ambientalisti di m...”. A questo punto mi sono detto: ma come mai, la gente sa talmente poco, al punto di scambiare la data del 2 agosto con una data importante per gli ambientalisti? E ciò che mi ha letteralmente infastidito era il fatto, che anch'io dovevo considerarmi tra questi ignoranti.

A scuola mai e poi mai si era parlato di stragi, di terrorismo, di NAR o di Brigate Rosse. Pure alle superiori, le guerre puniche erano più importanti dell'assassinio di Aldo Moro. La storia finiva con la seconda guerra mondiale (se il professore era bravo, altrimenti prima). Tutto motivi per decidere ancor prima di arrivare a Bolzano, che bisogna fare qualcosa contro quest'ignoranza. Già durante la cena post corsa parlai a lungo con Sonia e nei giorni successivi mi misi a leggere, a ricercare e confrontami con altre persone. Perenne rimane il ricordo del lungo e particolarmente emozionante colloquio che ebbi qualche mese dopo con il Signor Giancarlo, che mi racconto nei più minimi dettagli di come aveva vissuto quella giornata maledetta.

Non so se sia solo un caso, ma nello sgomento (quante lacrime mi sono venute a leggere certi libri) come pure in questa voglia di voler approfondire ulteriormente le mie informazioni, pure per me sono rientrate nella memoria certe emozioni forse a lungo dimenticate.

Nell'agosto 1980 non avevo ancora nove anni e Bologna era semplicemente una stazione ferroviaria, per la quale si transitava andando al mare. Di più: era una stazione nella quale a noi bambini sembrava che il treno rimanesse fermo per delle ore intere. Si cercava di prendere un treno
diretto da Bolzano a Rimini ed il momento della ripartenza da Bologna segnalava l'inizio dell'ultima tappa. Bologna dunque era la città che da una parte frenava l'arrivo, ma dalla stessa parte, la città che ci portava al tanto desiderato mare. A anni di distanza mi sono reso conto di quest'emozione. Mi sono anche venute in mente le parole di mio padre diceva negli anni successivi, sia all'andata come pure al ritorno: “meno male che non siamo al binario 1” - almeno quando era così. Non saprei dire se in tutti quelli anni fossimo arrivati al binario 1 e cosa abbia detto eventualmente, ma il significato di questa frase forse riesco a capirlo solo ora. Non è sicuramente un caso, che la frase mi sia venuta
in mente, solo dopo aver cercato di dare un significato vero alla partecipazione alla staffetta podistica per non dimenticare.

E così rieccomi ogni anno presente per correre. Otto edizioni, otto presenze. Con il sole e sotto la pioggia. Durante la settimana e di domenica. Correndo tutto il percorso da Bressanone a Bolzano (circa 42 km), oppure solo in tre brevi tappe da 11 km al massimo. Durante la fase di allenamento, il giorno dopo una competizione oppure due giorni prima di un'altra. Tutto relativo, perché è diventato più importante poter esserci, che il risultato di una competizione agonistica prima o dopo il giorno della staffetta commemorativa.

Da podista potrei aggiungere statistiche in merito a chilometri percorsi, ore e minuti impiegati – ma cosa possono esprimere dei numeri al confronto di cosa sento nel mio cuore? Certo: sogno di poter
partecipare ancora per molti anni. Voglio arrivare a correre un totale di chilometri superiore alla distanza da Ortisei a Bologna (circa 320 km), magari entro la decima edizione e una volta vorrei essere a Bologna il 2 agosto. Ma questi sono numeri e sogni. Il sentimento che mi sento addosso non è facile da descrivere in parole. Mi sia comunque infine consentito di aggiungere un aspetto importantissimo. Nel 2013 siamo riusciti ad aggiungere un nuovo punto di partenza, la mia Ortisei. Non solo per il gesto simbolico – Sonia era cittadina di Ortisei al momento della strage e pertanto rimarrà per sempre una delle nostre – ma in maniera particolare, perché siamo riusciti a coinvolgere subito i bambini. Spensieratezza, gioia, sorrisi – i bambini come lato positivo della vita. Loro corrono divertendosi, non per agonismo. Amano gli applausi all'uscita e all'entrata del paese o della cittadina di Chiusa.

Ma sanno anche perché sono qui per correre. Lo hanno chiesto a noi adulti e noi abbiamo tentato di spiegare con le nostre parole quello che rimarrà inspiegabile, tanto meno nel linguaggio innocente capito dai bambini. Tra i bambini che corrono ci sono pure mia figlia e mio figlio – al momento di età di dieci e sette anni. Se penso, che al momento della strage Sonia aveva più o meno l'età di mia figlia oppure scorgo sulla lapide i nomi di Luca Mauri di anni 6, Sonia Burri di anni 7, Kai Mader di anni 8 per non parlare di Angela Fresu di anni 3 mi pare giusto ed importantissimo che la memoria parta proprio dai più giovani. Per generazioni non ci siamo confrontati con la storia recente, con gli errori commessi, al fine di imparare ed evitare di commetterli nuovamente in futuro. La strategia era quella di reprimere l'accaduto, ignorare il negativo, abbandonare ciò che crea sgomento nel più profondo cassetto del dimenticatoio. L'innocenza dei bambini ci insegna, che non è la strada da seguire. Bisogna affrontare la realtà, contribuire in una maniera positiva non consentendo che una tale storia possa ripetersi.

Mai più !

E in un tale clima diventa fondamentale il contributo che un'azione come la staffetta podistica può dare: scuotere la memoria collettiva. Io sono convinto che più di uno che abbia partecipato oppure assistito all'azione si sia confrontato con l'accaduto e abbia vissuto analoghe esperienze alle mie.
Anzi, ho sognato che l'automobilista del primo anno tornando a casa sia inciampato in qualche articolo sul giornale che parlava della staffetta commemorativa. E mentre leggeva si sia un po' vergognato della sua reazione.

Scrivo queste righe per trasmettere un augurio: che molti riescano a vivere analoghe esperienze alle mie. Indipendentemente se correndo oppure assistendo alla manifestazione. Il messaggio da trasmettere rimarrà sempre lo stesso: 2 agosto 1980: data da non dimenticare.

Karl Gustav MAHLKNECHT

 

 

 

Staffetta "INSIEME PER NON DIMENTICARE IL 2 AGOSTO 1980"

Martedì 29 LUGLIO 2014

Partenza:

ore 10.00 Brennero  ore 14.00 Ortisei

Passaggi:

ore 10.50 Colle Isarco

ore 11.20 Vipiteno

ore 11.50 Campo di Trens

ore 13.25 Fortezza

ore 14.00Varna

ore 14.25 - 15.00 Bressanone

ore 16.10 - 16.30 Chiusaore 16.10 - 16.30 Chiusa

Arrivo:

ore 19.00 Bolzano Lido Comunale

 

Mercoledì 30 LUGLIO 2014

Partenza:

ore 9.00 Bolzano Piazza Walther

Passaggio:

ore 10.00 Laives

ore 10.25 Bronzolo

ore 11.00 Ora

ore 11.30 Egna

ore 12.20 Salorno

ore 13.05 San Michele all'Adige

ore 13.55 Lavis

ore 15.00 - 15.50 Trento

ore 17.10 Calliano

ore 17.35 Volano

ore 18.15 - 19.00 Rovereto

ore 20.20 - 20.50 Ala

Arrivo:

ore 21.30 Avio

 

Giovedì 31 LUGLIO 2014

Partenza: 

Ore 9.30 Avio

Passaggio:

ore 10.10 - 10.30 Dolcè

ore 11.20 Parona

ore 11.30 - 12.00 Verona (Chievo) - commemorazione Davide Caprioli

               San Giovanni in Lupattoto

ore 13.40 Buttapietra

ore 14.40 Isola della Scala

ore 16.00 Nogara

Arrivo:

ore 17.30 Ostiglia

 

Venerdì 01 AGOSTO 2014

Partenza:

Ore 9.00 Revere

Passaggio:

ore 10.20 Poggio Rusco

ore 11.30 Mirandola

ore 12.00 Medolla

ore 12.45 San Felice sul Panaro

ore 14.30 Crevalcore

ore 15.40 S. Giovanni in Persiceto

Arrivo:

Ore 18.00 Calderara di Reno

 

Sabato 02 AGOSTO 2014

Partenza:

Ore 05.30 Calderara di Reno

Arrivo:

Ore 07.30 Bologna - Parco della Montagnola

 

 

 

CONTATTI:                                                                     LINK:              

Zanotti Sonia                  Fracchetti Alberto               www.stragi.it

cel. 338 4653031            cel. 338 5951398              www.staffettepodistiche2agosto1980.it

 

e-mail:   staffetta@arciora.org

 

 Info

 arciora@arciora.org

  

Concerti                                                           agostino@arciora.org

 

Gruppo di lavoro

staffetta 2 agosto 1980                                         staffetta@arciora.org

 

Gruppo acquisto solidale                                       masgas@arciora.org

Stampa Stampa | Mappa del sito
© Arci Aur-Ora Stazione 45 39040 Ora Partita IVA: